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Stop alla violenza sulle donne

ClickMyClip · 07 Gennaio 2010 · Commenti (1)

Padova. 17 dicembre 2009.

Freddo polare.

Una piccola folla di giovani tra Zara e il caffè Pedrocchi, che potrebbe apparire casuale. Ma che casuale non è.

Due squilli di tromba squarciano l’aria.

Quattro ragazze cadono al suolo.

Dalla folla si levano grida di voci femminili: “stop, stop, stop”. I ragazzi si inginocchiano, e portano le mani a coprire il volto.

Qualche passante si ferma incuriosito a osservare la scena.

Passano due minuti. Altri due squilli di tromba.

Parte un applauso. E la folla si disperde.

Wow. Sorpreso

Ricordiamo che il tutto accadeva per strada. E allora di cosa poteva trattarsi se non di… Flash Mob! Un Flash Mob impegnato. Un Flash Mob contro la violenza sulle donne. E noi oggi oltre a mostrarvi il video, vi sveliamo i retroscena. Come si arriva ad organizzare un evento del genere.

Ovviamente tutto avviene a livello web. In particolare utilizzando Facebook. Si crea un gruppo. E come per tutti i gruppi, si invita la gente ad iscriversi. Punto di forza: si raggiungono un sacco di persone. Punti di debolezza: più di uno. Non si garantisce l’anonimato degli organizzatori (si tratta di un Flash Mob, non di una manifestazione autorizzata). E il gap tra persone iscritte al gruppo e persone che partecipano all’evento è notevole. Forse si viene a creare qualche aspettativa di troppo. Sicuramente anche quando non c’era Facebook, e per organizzare questo tipo di eventi si usavano solo le mail, il gap esisteva. Ma nessuno lo veniva a sapere. Ora si. Ma in fondo non importa, visto che di gente comunque ne è venuta.

Attraverso Facebook gli organizzatori iniziano a dare le prime istruzioni sull’evento, relative a luogo, ora e dresscode. L’ultimo messaggio arriva la sera del 15 dicembre. Poche brevi indicazioni, che vi riportiamo fedelmente.

1- Bisogna essere tra il Pedrocchi, Piazza Cavour e il negozio Zara alle ore 16.15. Non si accettano ritardatari!

2- Cercate le RAGAZZE CON IL CAPPELLO DI BABBO NATALE: una sarà vicino a un leone del Pedrocchi, un'altra all'angolo di Zara e una terza dove c'è quella panchina di legno-scultura in piazza Cavour.

LE RAGAZZE VI DARANNO LE ISTRUZIONI così saprete cosa fare.

3- Leggete le istruzioni e attendete nei dintorni il segnale d'inizio del flashmob cercando di non dare nell'occhio.

4- Se potete documentate l'avvenimento con macchine fotografiche-telecamere-cellulari. A giovedì!

Ps: il tutto durerà un quarto d'ora al massimo.

Il gran giorno arriva. Alle 16, il luogo indicato è ancora vuoto. Pian piano però comincia a notarsi un certo movimento, con alcuni gruppetti di ragazzi che vanno avanti e indietro. Il non dare nell’occhio forse è passato in secondo piano. Alle 16.15 precise, arrivano le ragazze con il cappello di Babbo Natale. Inizia la distribuzione dei bigliettini con le indicazioni per i partecipanti. Assieme a dei nastrini rossi. Le ragazze dovranno alzare le mani al cielo e urlare “stop”. I ragazzi dovranno inginocchiarsi e coprire il volto con le mani.

Tempo di leggere le istruzioni (e di gelarsi definitivamente le mani Risatona) e gli squilli di tromba danno il via all’azione.

E Flash Mob fu.

P.S. Come avrete notato, questo post è privo di foto relative all’evento. Non è un caso. Semplicemente le foto non si trovano. Sulla pagina Facebook dedicata al Flash Mob è stato caricato solo il video. Zero foto. Quindi restiamo tutti a bocca asciutta. O quasi. Occhiolino

Categoria: Flash Mob

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ararara

1
fallimento
14.03.10 | ore 11:24
il flashmob è stato un fallimento...
mal gestito dagli organizzatori, all'inizio non si capiva niente del perchè tutta quella gente era lì nè cosa stesse dicendo...
bassa la partecipazione al mob.
evento organizzato solo per superare un esame di scienze della comunicazione...............