A day with... A Breach on Heaven!
ClickMyClip · 25 Gennaio 2010 · Commenti (0)

A Breach on Heaven. Glocal. Locale e globale che si intrecciano. Partire dal Veneto e arrivare al mondo.
Già, perché parliamo di una band che ha girato l’Europa. Una band conosciuta anche al di fuori dell’Europa. Noi ci abbiamo scambiato quattro chiacchere. Per cercare di entrare un po’ nella loro realtà.
D. Ciao ragazzi. Benvenuti. Due parole per presentarvi.
R. Ciao a tutti! Noi siamo gli A Breach on Heaven. Matteo Donatelli, Luca Spigato, Matteo Casagrande, Giovanni Cappellotto, Giancarlo Pettenon. Batteria, basso, due chitarre e voci.
D. A Breach on Heaven. Che significa il nome?
R. A Breach on Heaven è tratto dal celebre romanzo di Luigi Pirandello, “Il fu Mattia Pascal” del 1904. Fu il primo grande successo di Pirandello, scritto in un momento difficile della sua vita. Nel romanzo ricorre la citazione "lo strappo nel cielo di carta": significa che tutto quello in cui credi e di cui non puoi dubitare, il cielo, in realtà è solo un’apparenza, è solo una scenografia di un teatrino di marionette. E’ come qualcosa che scuote il mondo terreno.
D. Molto interessante. Ma voi, ragazzi, di dove siete?
R. Tre di noi sono di Mestre, uno di Vicenza e uno di Bassano del Grappa.
D. Che genere di musica suonate?
R. Metal/Rock.
D. Le band che contribuiscono a modellare il vostro suono?
R. Sono davvero molte, nuove ma soprattutto vecchie: partiamo dagli AC/DC, dai Led Zeppelin fino ad arrivare agli Every time i die, ai Valient Thorr o ai Red Hot Chili Peppers.
D. E’ tanto che suonate assieme? Provenite da esperienze musicali passate?
R. Noi suoniamo assieme dal 2006. Prima si, abbiamo avuto tutti esperienze diverse, arriviamo dall'hardcore, dal newmetal o dal metalcore.
D. Brevemente, il vostro percorso musicale…
R. Siamo partiti appunto nel 2006, preparando un primo Ep che non è mai stato pubblicato perché non ci ritenevamo soddisfatti. Successivamente abbiamo pubblicato con Standby records il nostro primo disco, esperienza a dir poco deludente perchè l'etichetta non ha fatto praticamente nulla per fare promozione, aspettando che le cose arrivassero da sole. Certo poi le soddisfazioni sono arrivate, ma per dire il tour che abbiamo fatto con gli Airway prima e con gli Hopes die last poi (band romana – NdR) l'ha organizzato tutto Luca, a parte delle date in Belgio, quindi possiamo dire che quello che abbiamo ottenuto fino ad ora è stato tutto e solo per merito nostro e della nostra musica.
D. Le esperienze più significative di questi anni?
R. Come dicevo prima, abbiamo trascorso un anno bellissimo dopo l'uscita del disco, girando per ben due volte l'Europa, suonando in tutti i paesi europei, fatta eccezione per Austria e Lussemburgo, vendendo molti cd e magliette. L’ultima grande soddisfazione è arriva dagli USA con un'intervista/recensione della band su Alternative Press, rivista di punta della scena alternativa americana, che vi invito ad andare a leggere nel nostro blog di facebook.
D. Avete già fissato nuovi obiettivi per il futuro?
R. Al momento stiamo aspettando che Matteo (il cantante - NdR) torni dai 3 mesi che sta facendo in Cina, per motivi di studio, così da poter riprendere la scrittura del disco… ma vogliamo andare cauti, per non assolutamente rischiare di essere scontati… abbiamo intenzione di sfornare qualcosa che… non sia la solita cosa!
D. Ve la sentite di dare qualche dritta ai gruppi esordienti?
R. Si certo! Prima di tutto cercate di ispirarvi alle band, ma non di copiare. E’ molto importante, perché molte band italiane che oggi sono considerate “tra le grandi” in Italia non sono altro che delle copie, a volte anche nello stile dell'immagine, nel modo di proporsi al pubblico, e questo non deve succedere. La seconda cosa è che prima di fare le foto da fighe o pensare a MySpace o alla registrazione figa bisogna sapere suonare le proprie canzoni, cosa che tra le nuove band è di scarsa rilevanza. Molte band hanno una bella registrazione con tutto suonato bene, tutto registrato bene, tutto intonato e poi quando vai a vederli dal vivo sono RIDICOLI. Beh, per me queste band valgono poco niente! Se la musica al giorno d'oggi è presa così male è proprio colpa di queste cose: mentre una volta la musica prima si studiava e poi si registrava, adesso il ragazzino va dalla mamma e le dice: “mamma devo fare un gruppo, voglio una testata e cassa Mesa (Mesa Boogie, nota marca di strumentazione musicale – NdR) e una Gibson, ovviamente tutto questo dopo aver controllato di avere i capelli apposto, la maglietta della marca giusta e i suoi commenti su facebook/myspace... che pena!
D. Altro che qualche dritta, c’è da prendere appunti. Quindi in sintesi che cosa ne pensate della vostra scena?
R. Alla fine a nostro giudizio le band valide sono poche e tante volte quelle poche non hanno nemmeno giustizia... la scena in questo momento è molto tendente al ridicolo… ma non andiamo oltre che è meglio!
D. Riuscite a vivere con la vostra musica?
R. Solo i big riescono a vivere di musica e nemmeno tutti... potremmo parlare ancora per ore anche di questa cosa ma torneremmo sempre nel dire che il pilota di aerei studia per pilotare mentre i musicisti di oggi (gran parte, certo non facciamo di tutta l'erba un fascio) non studiano e pretendono di avere successo.
D. Quindi alla fine quali sono i canali che vi consentono di guadagnare qualcosa?
R. Sostanzialmente magliette, cd e live, anche se dai live si ricava meno perché ci sono varie spese da coprire, quali benzina, etc.
D. E Internet? Vi ha aiutato?
R. Ci ha aiutato molto a diffondere la nostra musica MySpace (che sta pian piano affondando) e poi tutti i nostri fan che ci hanno supportato… solo queste due cose.
D. A chi scarica il vostro Cd cosa dite?
R. Scaricare è ok, se poi ti piace il disco, lo apprezzi e pensi che la band meriti sta a te decidere se dare a loro il supporto per poter continuare a fare musica.
D. Bene ragazzi, per ora è tutto. Teneteci aggiornati.
R. Certo. A presto! 
Per saperne di più:
A Breach on Heaven :: MySpace
Categoria: Musica





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