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A day with... Lost!

ClickMyClip · 08 Febbraio 2010 · Commenti (0)

A day with... Lost!

Oggi abbiamo con noi un ospite d'eccezione.

Una band che dal 2007 ad oggi ha riscosso un successo davvero notevole.

Un DVD di platino, due dischi d'oro e molto altro ancora.

Una band che ha più volte associato la propria immagine a diverse iniziative rivolte ai giovani. Perchè i primi ad essere giovani sono proprio loro.

Stiamo parlando dei Lost. E oggi sono qui con noi.

D. Ciao ragazzi, e benvenuti a ClickMyClip. A voi le presentazioni!

R. Ciao, siamo i Lost, e più in particolare Walter Fontana, Roberto Visentin, Filippo Spezzapria, Luca Donazzon. Suoniamo rispettivamente voce, chitarra, basso e batteria, oltre a vari strumenti "complementari" per aiutarci nella composizione dei pezzi, come ad esempio il pianoforte.

D. Di dove siete?

R. Siamo della provincia di Vicenza.

D. Che genere suonate?

R. Ci piace definirci in maniera molto vaga pop-rock. Questo ci dà la possibilità morale di non deludere le aspettative di nessun nostro ascoltatore: dando una definizione vaga di genere possiamo permetterci di non vincolarci a nessuna forma espressiva e variare la tipologia di brano in base ai propri gusti.

D. Quali sono le band o in genere la musica cui vi ispirate per creare le vostre canzoni?

R. I gusti sono molto individuali: ognuno ha delle preferenze differenti e il connubio di tutti questi ascolti fa nascere le nostre canzoni.

D. Riuscite a condensare in poche righe il vostro percorso musicale?

R. Iniziò tutto nel 2003, quindi sono circa sette anni che la band è in piedi e suona. Il web, miscelato alla nostra totale sottomissione alla voglia di suonare, ha aiutato a creare una solida fan-base ancor prima di avere ufficialmente pubblicato un disco con qualche casa discografica e a livello nazionale. Una sorta di "successo al contrario". Il normale iter discografico di una band di solito funziona in maniera differente.

D. Quali sono state le esperienze più significative in questo percorso?

R. L’aver partecipato ad un concorso nazionale sponsorizzato da MTV è stato sicuramente il “La” per l’inizio della nostra carriera musicale. Altre esperienze, come ad esempio l’aver aperto concerti a band come Simple Plan, Tokio Hotel o l’aver duettato con un artista come Joel Madden dei Good Charlotte sicuramente ha fornito una forte spinta a livello di maturazione personale e della band. Anche l’aver diviso il palco con le decine di band che hanno aperto le date del tour estivo ha dato i suoi frutti e ci stimola tuttora a crescere come musicisti.

D. Ora parliamo invece dei maggiori successi che avete ottenuto.

R. Un DVD di platino, Lost live @ MTV.it, due dischi d’oro, XD e Sospeso e un quarto disco in uscita in primavera, Best Band ai Trl Awards del 2009 e Best Italian Act agli European Music Awards di Berlino sempre del 2009… e come dimenticare aver aperto l’MTV day del 2009 nel “main stage”. Contando che il primo disco ufficiale è uscito alla fine di gennaio 2007, in poco più di due anni di successo e soprattutto soddisfazioni ce ne sono state tante e speriamo ce ne siano ancora molte altre.

D. Quindi qual'è secondo voi il segreto alla base del nostro successo?

R. Siamo dei grandi lavoratori e curiamo qualunque cosa, e dico veramente qualunque, nei minimi dettagli. Non lasciamo nulla al caso. Da quando è arrivato il successo abbiamo ricominciato a studiare tutti i nostri strumenti e anche altri: chi ha un vocal coach, come nel caso di Walter, chi studia qualche strumento complementare e chi fa delle lezioni “a tema” con qualche musicista molto esperto.
Per non parlare del fatto che ogni data del tour del 2009 è stata registrata e nel viaggio tra un posto ad un altro veniva riascoltato il concerto. Siamo molto autocritici e probabilmente è la cosa che più ci ha permesso di crescere come persone e come musicisti.

D. Domanda classica. Il successo cambia le persone?

R. Non nel senso che pensi tu. Le persone che fanno delle esperienze sono comunque destinate a crescere, ad adattarsi e a cambiare. Certo, c’è chi cambia in positivo e chi in negativo, purtroppo. Senza arroganza mi permetto di dire che poiché il progetto Lost è una realtà molto anomala della realtà musicale italiana e il nostro successo è sempre stato progressivo, non c’è mai stato un fantomatico “botto”. Questo ci ha permesso di confrontarci sempre direttamente con le persone, tra di noi e in maniera proporzionale al cambiamento della nostra realtà.

D. Chi è il vostro fan tipo, se ne esiste uno?

R. Non saprei descrivere un fan tipo poiché la stessa definizione di fan-atico è molto dubbia. Posso dirti che sì, ci sono molto ragazze giovani ma ci sono anche molti ragazzi di età più matura. Potrei azzardare a dirti, tirando un bilancio delle date di quest’anno che varia dai 15 ai 30 anni: senza contare i genitori di quelli di 15 anni. Ahaha. Risatona

D. Ve la sentite di dare qualche dritta ai gruppi esordienti?

R. Suonate, crescete, maturate e mi raccomando se veramente ci credete nella mostra musica investite tutto quello che avete: tempo, uscite del week-end e persino i soldi che vi guadagnate lavorando.

D. Riuscite a vivere con la vostra musica?

R. Ci stiamo provando. Purtroppo la musica italiana è una macchina molto vecchia e molto arrugginita. Pian piano parte, magari va a periodi, però sicuramente il nostro obbiettivo è quello di vivere facendo quello che siamo portarti a fare: suonare.

D. Parliamo di Internet. So che ne fate largo uso. MySpace, Facebook, e altro ancora. Come e quanto vi ha aiutato nella vostra attività?

R. Come ti dicevo ci hanno aiutato molto. Ci puoi trovare ovunque, siamo noi stessi i primi a trovare le ultime tendenze in quanto a social network così da poter far ascoltare ancora di più la nostra musica. Ora come ora stiamo puntando molto a Facebook, e ci trovate al sito http://www.facebook.com/lostofficial o comunque su MySpace http://www.myspace.com/lostrock.

D. In quanto diretti interessati, cosa ne pensate del traffico della musica su Internet? Cioè, pensate che scaricare sia un modo per far circolare la musica o semplicemente una frode?

R. Oho, qui si va sul pesante. Giustificare il fatto di scaricare con “almeno la musica gira e si ascolta” è una grosso ipocrisia: servizi web come Youtube, MySpace, Purevolume o anche sullo stesso sito della band o di MTV si possono ascoltare i brani in streaming senza commettere questo sottovalutato reato. Io lo scaricare lo reputo una mancanza di rispetto nei confronti del musicista stesso che magari ha passato diverse ora in studio nel registrare o anche soltanto a lavorare per pagarsi la strumentazione con la quale registra. Spesso il musicista non vuole “fare i soldi” e vivere chissà da che re, però vorrebbe che per lo meno la sua attività non sia semplicemente fine a sé stessa. Detto questo, mi dispiace soprattutto che molte persone non si fermino a riflettere su quello che realmente sta succedendo in Italia e su quello che comporta lo scaricare la musica. Mi piace sempre fare questo esempio un po’ utopistico: molta gente si lamenta per la musica “troppo commerciale” o troppo venduta, le cosiddette cose create a tavolino senza pensare che se forse comprasse veramente il disco del suo artista preferito che non fa “pop” potrebbe aiutare a portare avanti quella fetta di genere musicale. Se tutti gli amanti della musica indipendente, e so per certo che sono tanti, comprassero gli artisti indipendenti, le case discografiche investirebbero molto di più in quel genere e molte “voci” di artisti purtroppo ancora sconosciuti si riuscirebbero a sentire. Se per analogia immagini che ogni genere musicale sia un’automobile da corsa in un circuito puoi renderti conto che se la macchina funziona e non è arrugginita o toppata da chissà quale problema, tutti gli spettatori del circuito la possono vedere girare. Se ogni macchina avesse i suoi sponsor e la gente la finanziasse per rimanere “in forma” tutti la potrebbero vedere.

D. Avete più volte associato la vostra immagine ad iniziative di carattere positivo per i giovani. Cosa vi ha spinto a farlo?

R. Si certo, abbiamo supportato dei concerti a carattere "no alcool”, come anche delle serate completamente in beneficenza per aiutare la ricerca assieme a Telethon ed altre associazioni.

D. Pensate che voi in quanto musicisti abbiate delle possibilità di più di lanciare dei messaggi positivi ai giovani, che non cadano nel dimenticatoio?

R. Siamo d’aiuto sicuramente a tenere vivo il messaggio, anche se sono convinto sempre di più che il primo passo e la vera realizzazione stia nel singolo e nella coscienza di questo singolo. Il rispetto per sé stessi e verso gli altri è quello che veramente rende civile e forte una società.

D. Ok, ora guardiamo avanti. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

R. Innanzitutto concludere al meglio questo disco. Ci stiamo mettendo molto tempo ed energie, e siamo convinti che sarà un ottimo disco. Rappresenta a pieno quello che siamo riusciti ad imparare fino ad adesso e che sentiamo dentro. Poi ci sarà sicuramente in programma un tour estivo molto folto: basti pensare che l’estate scorsa abbiamo fatto dalle 40 alle 50 date.

D. Perfetto ragazzi, grazie mille per essere stati con noi! In bocca al lupo per tutto!

R. Ciao a tutti, grazie a voi e… crepi il lupo!

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Categoria: Musica

Tags: band, lost

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