A day with... You Wrong!
ClickMyClip · 04 Gennaio 2010 · Commenti (0)

Ragazzi,
entriamo nel vivo del 2010 proseguendo nella scoperta dei curiosi abitanti del nostro
panorama musicale.
Qualche tempo fa, leggendo il giornale, ci ha colpito - perché
a ClickMyClip sosteniamo l’ambiente, il giornale lo leggiamo in gruppo - un
articolo in cui si parlava degli “Sbagliati” del rock: "un gruppo trevigiano ha
sfondato nel web".
Non è servito andare oltre. Eccoli qua.
D. Ciao ragazzi, grazie per la disponibilità. Allora, intanto… che c’è di sbagliato?
R. Ciao! Beh vedi, la nostra band si chiama You Wrong, e questo nome nasce da un errore grammaticale e da una assonanza che richiama il testo di (your own) Personal Jesus. Di fatto siamo quattro ragazzi, di età compresa tra i 23 ed i 31 anni. Metà di noi sono studenti universitari, gli altri lavoratori in diversi ambienti. Veniamo tutti da diverse zone della provincia di Treviso.
D. Capito. Ora passiamo alla musica. Che genere fate?
R. E’ molto difficile chiudere la musica in un genere, visti i tempi in cui nascono etichettature di ogni tipo. Per la maggior parte della gente che ci ascolta e degli addetti ai lavori è electro-wave.
D. Electro-wave. Quindi se metto su il cd You Wrong cosa mi aspetto di trovare?
R. Semplice: trovi lo stile di You Wrong, un connubio principalmente di base rock ed elettronica, frutto di ascolti provenienti da rock, stoner, elettronica, psicadelia… diciamo che nel corso degli anni abbiamo avuto diverse influenze che ci portano a ciò che suoniamo oggi.
D. E’ tanto che suonate assieme?
R. Dunque, la band è nata nell’estate del 2008 dalla sezione ritmica già collaudata in altri gruppi, con Daniele Girardi al basso ed Emanuele Lombardini alla batteria e ai sampler, Davide Vettori del solo project elettronico Humanature alla voce e ai synth, e Simone Zaccaron, già alla chitarra in gruppi come A.D. e Die Witwe Bolte. A livello personale poi ognuno di noi si sta impegnando in altri progetti musicali ed in diversi campi artistici (disegno t-shirt, produzione video, fotografia, installazioni…)
D. Ok. Ora torniamo indietro nel tempo e ripercorriamo assieme il vostro percorso musicale.
R. Guarda, abbiamo iniziato tutto quasi per caso, quasi per prova e per errore, ed in poco più di un anno di vita siamo riusciti a crescere continuamente e cercare la nostra strada. Nei primi mesi di lavoro è stato prodotto l’ep singolo di Sleep to the waves, con il video realizzato da The Sponk Studios. Nel 2009 abbiamo iniziato a proporre dal vivo il repertorio, interamente scritto e musicato da noi, riscuotendo un buon consenso da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Inoltre, sempre nel 2009, abbiamo realizzato un album di dieci tracce, Slow Decay, in collaborazione con Tommaso Mantelli di Captain Mantell.
D. Bene, allora fermiamoci a rivivere qualche tappa importante in questo cammino.
R. Beh prima di tutto i concerti, che ci hanno permesso di metterci alla prova, di capire dove migliorare e dove sperimentare, integrando parti di elettronica alla matrice di base rock. E’ significativa la buona risposta del pubblico, che ti stimola a proseguire, ed inoltre è stata una buona esperienza anche quella di auto-produrci l’album nel nostro studio personale, lavorando gomito a gomito con T. Mantelli, che ci ha aiutato con la sua esperienza ed ha incanalato le nostre energie, facendo sì che i punti di forza delle nostre sonorità venissero amplificati e smussando gli spigoli vivi.
D. E ora che state facendo?
R. Al momento stiamo promuovendo l’album Slow Decay dal vivo ed in parte via web. Ci stiamo anche muovendo per cercare etichetta e management che ci permettano di aver distribuzione e maggior visibilità, ed inoltre stiamo scrivendo altro materiale per un futuro.
D. Le cose da fare certo che non vi mancano. Ora domanda a bruciapelo. Che ne pensate della vostra scena?
R. Non so se esista una nostra "scena". Certo è che in Italia la musica indipendente ed underground è in continuo fermento, anche se di nicchia. Inoltre, la scelta della lingua inglese per i testi non facilita la comunicazione. Con calma però vediamo che la gente apprezza la nostra musica, chiede d’essere informata sui prossimi concerti e sulle copie del disco, e questo è buono. Chissà, magari in un futuro ci diamo la possibilità di tentare anche il cantato in italiano per poter aprire nuovi modi di espressione e di lirica.
D. Punto dolente. Soldi.
R. Ehehe. Dunque di spese ne abbiamo sempre avute molte, e tra strumentazione e viaggi, il guadagno non è molto. Il fondamentale comunque non è il soldo: vale molto di più la gratitudine di chi ci ascolta e ci apprezza.
D. L’articolo su il Gazzettino diceva che avete sfondato nel web. Che mi dite?
R. Certamente Internet è una buona strada di promozione: ci ha aiutato a farci conoscere da persone magari distanti che non avrebbero potuto vederci dal vivo. E’ buono perché ci ha permesso di dare visibilità al video ed alle anteprime degli mp3 di Slow Decay. Per fortuna, la performance dal vivo resta, e ci auguriamo resterà, un evento irripetibile ed insostituibile.
D. Cosa ne pensate di chi scarica il vostro cd via Internet?
R. Non siamo al livello di battaglie legali per chi si scarica senza permesso i nostri brani. Anzi, credo che se qualcuno si prende la briga di cercare le nostre canzoni e scaricarle, di sicuro ci fa piacere, perché questo significa che la nostra musica piace, e questo è il fatto fondamentale. C’è da dire che ovviamente non sarebbe bello se qualcuno prendesse un nostro brano e lo spacciasse per proprio. In questo abbiamo fede e fiducia nel Creative Commons, che credo sia la forma migliore di diritto d’autore: permette di mostrare ad un pubblico sempre più vasto le tue opere, senza barriere, e solamente dicendoti: "Questa canzone ti piace? Prendila, ascoltatela mille e mille volte, è di You Wrong!"
D. Bene ragazzi, credo che i nostri lettori abbiano materiale a sufficienza per farsi un‘idea. A noi la scelta della musica Creative Commons piace parecchio. E ora lasciamo che sia la vostra musica a parlare. Intanto grazie per essere stati con noi, e auguri per il futuro!
R. Ciao, grazie a voi!
Per saperne di più:
You Wrong - MySpace
You Wrong - Rockit
Categoria: Musica





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