Geocaching!
ClickMyClip · 15 Marzo 2010 · Commenti (0)

Le nuove tecnologie applicate alle vecchie tradizioni sorprendono sempre di più.
Oggi parliamo del geocaching, un fenomeno che sta dilagando negli Usa, e che inizia a diffondersi anche da noi.
Si tratta di una caccia al tesoro declinata in chiave moderna che, grazie all’ausilio dei navigatori Gps, può dirsi estesa su scala mondiale.
Funziona così: i partecipanti - detti geocacher - utilizzano un navigatore Gps per cercare e nascondere dei contenitori, detti cache.
I contenitori possono essere di dimensioni differenti, a seconda che contengano o meno degli oggetti da scambiare. Ad ogni modo, ogni cache deve contenere almeno un logbook, un foglio in cui ogni geocacher lascia una traccia del proprio passaggio.
Tutto nasce nel 2000, anno in cui il governo statunitense rinuncia al Selective Availability, un sistema di generazione di errori - espressamente voluto dal Ministero della Difesa - che rendeva inaccurate le coordinate fornite dai Gps civili.
Ecco quindi che tale Dave Ulmer decide di mettere alla prova la precisione del proprio apparecchio Gps nascondendo un contenitore nelle colline attorno a Portland, e caricando quindi le coordinate del luogo su una newsgrup, lanciando un gioco che chiama “GPS Stash Hunt”.
Pochi giorni dopo un partecipante trova il contenitore e ne firma il logbook.
E’ l’inizio del geocaching. 
La scelta di sostituire il termine originario - stash - con cache, è legata alla volontà di stabilire una connessione con il passato.
Gli esploratori avevano infatti l’abitudine di occultare dei contenitori - detti cache - al cui interno venivano depositati cibi e rifornimenti vari, in modo da non trovarsi a mani vuote - o meglio, a bocche asciutte - al ritorno dalle proprie avventure.
Il geocaching si caratterizza - come molti dei fenomeni trattati in questo blog - per lo stretto legame tra online e offline.
Innanzitutto, per partecipare è necessario registrarsi a uno dei siti di geochaching.
Qui gli hiders - coloro che nascondono le cache - inseriscono le coordinate relative alla posizione del contenitore, assieme a una descrizione del luogo prescelto.
A questo punto i seekers - l’altra faccia della medaglia - possono accedere al sito, ricavare le coordinate e, armati di gps, iniziare la ricerca.
Ok. Dove sta la novità, aldilà del puro fatto tecnologico?
Ce ne sono parecchie.
Uno. Un modo nuovo per usare l’iPhone. Una nuova applicazione da scaricare.
Due. Un modo ancor più nuovo di passare la domenica, adatto a tutte le fascie di età. E questo non è poco.
Ok, ora arriviamo al dunque.
Tre. Un nuovo paradigma per il turismo.
Qui le opportunità sono davvero molte.
Il fatto è che chi nasconde le cache non lo fa in modo casuale. I luoghi scelti - soprattutto nelle città, ma non solo - hanno un significato. Turistici o meno, si tratta sempre e comunque di luoghi di interesse. Luoghi che vale la pena di vedere.
Il geocaching può quindi portare a scoprire degli angoli di città che una semplice guida non ci avrebbe mai rivelato.
Luoghi, ricordiamolo, sempre accompagnati da una descrizione.
Beh, sappiate che il turismo guidato da geocaching è già realtà.
Fateci un pensierino! 
Siti utili:
Geocaching.com
Geocaching Italia
Categoria: Urban Life

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